
Erano convenuti là, da ogni parte del mondo, abbandonando i loro compiti specifici per accorrere alla chiamata di McKenzie, e si erano disposti attorno alla lunga tavola rettangolare occupando i seggi tradizionali. A capotavola sedeva il Geoarca, il vecchio Ronholm, nominalmente il primo tra i tredici Pari che costituivano l’Arconato. Alla destra di Ronholm sedeva il Tecnarca McKenzie. Alla sinistra del Geoarca sedeva Wissiner, l’Arconte delle Comunicazioni. Lungo il lato di Wissiner sedevano, nell’ordine: Nelson, Arconte dell’Istruzione; Heimrich, dell’Agricoltura; Vornik, della Sanità; Lestrade, della Sicurezza; Dawson, delle Finanze. Alla destra di McKenzie c’erano: Klaus, Arconte della Difesa; Ghang, delle Colonie; Santelli, dei Trasporti; Minek, dei Lavori Pubblici; Croy, dell’Energia.
Come Arconte della Tecnologia, delle Scienze e delle Ricerche, McKenzie era l’uomo più importante dell’aula; ma, deciso a osservare scrupolosamente il protocollo, il Tecnarca lasciò che il Geoarca Ronholm prendesse la parola per primo.
«Questa sessione straordinaria» esordì con voce tremula il vecchio Ronholm «è stata convocata dal Tecnarca McKenzie per comunicazioni che considera di primaria importanza per il benessere futuro dei nostri mondi. Cedo perciò senz’altro la parola all’Arconte dello Sviluppo Tecnologico.»
McKenzie parlò senza alzarsi. «Membri dell’Arconato, quattro ore fa una nave spaziale è atterrata in Australia Centrale dopo aver portato a termine un viaggio di quasi diecimila anni-luce in meno di un mese. Di questo mese, più di tre settimane sono state spese in giri d’esplorazione. Il viaggio interstellare vero e proprio è stato pressoché istantaneo, il che, in tempi normali, sarebbe motivo di esultanza e di generale compiacimento. Ora, infatti, le stelle sono a portata dell’uomo, e chiunque può andarvi in poco tempo. Ma… c’è un fattore nuovo, una complicazione imprevista. Invito adesso il dottor John Laurance, Comandante della VUL-XV rientrata appunto poche ore fa, a spiegare la natura di questo fattore.»
